Psicologa dell'età evolutiva a Rovereto
La valutazione psicologica in età evolutiva
Quando qualcosa nello sviluppo di un figlio non torna, le parole che i genitori trovano restano quasi sempre generiche: «è indietro», «non ci arriva», «è cambiato». La valutazione psicologica serve proprio a dare contorni netti a quell'inquietudine: al posto delle sensazioni raccolte a caldo, un lavoro ordinato di osservazione, colloqui e prove tarate sull'età.
Per la dott.ssa Armellini è il terreno più familiare del mestiere: è dallo studio del neurosviluppo, cominciato durante il tirocinio all'ODFLab di Rovereto, che ha imparato a leggere come un bambino cresce, apprende e si organizza. Qui sotto si vede da vicino come conduce una valutazione a Rovereto: come è composta, in che modo la costruisce attorno a ciascun bambino e con che cosa la famiglia torna a casa a percorso concluso.
Come la si racconta a un bambino (e ai suoi genitori)
Ai più piccoli la dott.ssa Armellini la presenta come una serie di scoperte, non come un compito da superare: nessun voto in palio, nessuna risposta da azzeccare, solo il modo di vedere dove se la cavano già bene e dove serve una mano. Ai genitori usa un'immagine diversa: non un verdetto, ma una mappa aggiornata di come il bambino funziona adesso, disegnata guardandolo da più lati. E siccome un bambino non si legge mai staccandolo dal suo mondo, un'attenzione che si è portata dietro dai servizi che seguono minori e famiglie, il racconto che arriva da casa pesa quanto le prove: un singolo punteggio, isolato, non racconta granché.
Che cosa si usa, e perché cambia da bambino a bambino
Le prove che la dott.ssa Armellini mette in campo sono validate e aggiornate, ma non escono mai da un elenco fisso: è la richiesta portata dalla famiglia a stabilire quali servono e quali si possono lasciare da parte. A seconda di ciò che c'è da chiarire, un percorso può appoggiarsi a:
- le prove cognitive, che disegnano il profilo del bambino tra le sue risorse e le sue fatiche e contano non per il punteggio in sé, ma per come quel punteggio si spiega: in che modo ragiona, dove inciampa, con quali strategie se la cava;
- gli strumenti neuropsicologici, che sondano la memoria, la tenuta dell'attenzione e la capacità di pianificare, e che entrano in campo quando ci si chiede come il bambino trattenga ciò che studia e come tenga in ordine il proprio lavoro;
- le prove sugli apprendimenti, quando la difficoltà si addensa su lettura, scrittura o numeri: un terreno che la dott.ssa Armellini, Tutor DSA e BES, frequenta da vicino;
- i questionari affidati a genitori e insegnanti, perché certi comportamenti compaiono unicamente tra le mura di casa oppure solo dietro il banco, e su quelli il punto di vista di chi vive accanto al bambino vale più di qualunque prova.
Dai primi colloqui alla restituzione
Un percorso di valutazione occupa poche settimane e segue sempre lo stesso filo. Si apre con uno o due incontri riservati agli adulti, in cui la dott.ssa Armellini ricostruisce la storia del bambino, dalla nascita agli anni di scuola, e mette a fuoco insieme ai genitori che cosa li preoccupa. Poi tocca al bambino o al ragazzo, che la incontra più volte: prove, momenti di osservazione e chiacchierate si dosano in proporzioni diverse a seconda che davanti ci sia un piccolo dell'asilo o un adolescente. Dove è utile, si aggiungono i questionari da compilare a casa e a scuola. Il percorso non si esaurisce nella consegna di una relazione: c'è sempre un tempo di restituzione, in cui la dott.ssa Armellini spiega ai genitori, senza tecnicismi, e al ragazzo, con parole tagliate sulla sua età, che cosa è emerso. Aver messo a disposizione tempo e pazienza dà diritto a sapere a che cosa sono serviti.
Dove porta il risultato
In mano alla famiglia resta un documento scritto e, cosa che conta di più, una direzione da prendere. A volte il responso è il più bello da dare: non c'è nulla da avviare, bastano qualche accortezza tra casa e scuola e un controllo a distanza di mesi. In altri casi la valutazione apre un lavoro con la stessa dott.ssa Armellini, sul fronte degli apprendimenti, delle emozioni o del comportamento. In altri ancora la persona giusta è un collega, e in uno Studio dove le professionalità si parlano ogni giorno passare a un'altra mano non significa ripartire da zero:
- se dal profilo affiora il sospetto di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento, dalla dislessia alla discalculia, la diagnosi vera e propria è affidata all'équipe DSA dello Studio, il cui percorso di valutazione e certificazione si svolge anche nella sede di Rovereto;
- se a pesare è soprattutto il linguaggio, il passaggio successivo è con la logopedista che riceve nella sede di Rovereto;
- se occorre uno sguardo medico, la dott.ssa Armellini fa da tramite con la neuropsichiatria infantile e con gli altri specialisti sanitari dell'équipe.
Se una valutazione è servita, lo si capisce da un segnale semplice: i genitori che tornano a casa sapendo finalmente di che cosa si sta parlando e da dove conviene partire. Meno confusione e un primo passo chiaro davanti: è a questo che la dott.ssa Armellini punta ogni volta.
Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe della sede di Rovereto:
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Revisione clinica del 21 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Alessia Armellini - Ordine degli Psicologi della Provincia Autonoma di Trento — n. 1567.