Psicologa dell'età evolutiva a Rovereto

Apprendimento e DSA: quando la scuola diventa una salita

Ci sono bambini che tornano da scuola gia stanchi, si siedono ai compiti nel pomeriggio e non si rialzano fino a sera, eppure sul registro non cambia niente. Per i genitori e tra le situazioni piu difficili da leggere: l'impegno c'e, la fatica pure, ma i voti raccontano un'altra storia, e la spiegazione piu a portata di mano, quella della pigrizia, e quasi sempre quella sbagliata.

E a Rovereto che la dott.ssa Armellini incontra questi ragazzi, e il suo modo di guardarli parte dal funzionamento: come leggono, come tengono a mente, come si organizzano, come seguono il filo di una spiegazione. E lo sguardo affinato sul neurosviluppo durante il tirocinio all'ODFLab, che il titolo di Tutor DSA e BES ha poi tradotto in strumenti concreti da spendere con il ragazzo e con la scuola. Perche prima di stabilire che cosa fare, occorre capire in che modo quel bambino impara davvero.

Che cosa si e inceppato, esattamente

«Va male a scuola» descrive un esito, non la sua origine, e sotto quell'esito possono nascondersi meccanismi che non hanno nulla in comune. C'e chi inciampa gia nella decodifica e brucia nella sola lettura le energie che ai compagni restano per comprendere; c'e chi capisce al primo colpo ma affonda quando deve pianificare, ordinare e portare a termine; c'e chi studia e poi, davanti alla verifica, non riesce a tirare fuori cio che sapeva; e c'e chi, dopo troppe delusioni, ha smesso di investirci, perche l'impegno non gli e mai stato restituito. Sono percorsi distinti, e ciascuno chiede una risposta su misura: confonderli tutti con una questione di buona volonta non e solo ingiusto, rischia di trasformare una difficolta circoscritta in un rifiuto della scuola.

Un passo indietro, prima delle ripetizioni

La reazione istintiva, davanti a un ragazzo che arranca, e aggiungere: un'ora di ripetizioni, piu tempo sui libri, un adulto seduto accanto durante i compiti. A volte e proprio cio che serve; molto piu spesso, se prima non si e capito dove il meccanismo si inceppa, aggiunge solo fatica alla fatica. Per questo la dott.ssa Armellini parte da una lettura attenta del profilo: qualche colloquio e un'occhiata ai quaderni a volte bastano a mettere a fuoco il quadro, ma quando i segnali sono piu netti si passa a una valutazione formale, che misura tanto le capacita di ragionamento quanto le abilita di lettura, scrittura e calcolo. E se da li emerge il profilo di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia o discalculia), la diagnosi non si improvvisa: segue un iter dedicato, quello dell'equipe dello Studio.

  • disturbispecificiapprendimento.it: il sito dell'equipe dello Studio dedicato ai DSA, dove la valutazione e la certificazione seguono passaggi definiti, disponibili anche nella sede di Rovereto.

Dopo la certificazione, il mestiere del tutor

Una certificazione racconta come quel ragazzo funziona, non che cosa dovra fare da lunedi: quello viene dopo, ed e la parte in cui il titolo di Tutor DSA e BES della dott.ssa Armellini pesa davvero. Il lavoro si muove su tre fronti tenuti insieme: costruire un metodo di studio cucito sul modo di apprendere del singolo, al posto del metodo «giusto» valido per tutti; trasformare gli strumenti compensativi, dalle mappe alla sintesi vocale, in aiuti reali invece che nell'ennesimo compito in piu; e rimettere in piedi la fiducia in se stessi, spesso il danno piu profondo lasciato da anni vissuti come una sequenza di piccole sconfitte quotidiane. I genitori vengono coinvolti da vicino, perche imparino ad affiancare senza sostituirsi, e con loro la scuola, quando c'e un Piano Didattico Personalizzato da far vivere davvero tra i banchi.

Fare squadra con gli insegnanti

Un percorso sugli apprendimenti che lascia fuori l'aula resta a meta. Con il via libera dei genitori, la dott.ssa Armellini apre un canale con gli insegnanti: spiegare loro come il ragazzo ragiona e dove si blocca, indicare gli accorgimenti che in classe cambiano la giornata, ritarare da una parte e dall'altra cio che e ragionevole aspettarsi. Chi ha quel ragazzo davanti per buona parte del giorno non e un ostacolo da aggirare, ma la risorsa che, coinvolta come si deve, moltiplica quello che si costruisce in studio.

Orientamento scolastico e universitarioDSAADHD

Quando ogni pomeriggio si trasforma in una trattativa estenuante sui compiti, che sfianca tanto i figli quanto i genitori, la via d'uscita non e rilanciare la posta, ma cambiare la domanda: non «perche non si impegna», bensi «che cosa gli rende lo studio cosi faticoso». Un primo colloquio serve proprio a cominciare a rispondere, e a scegliere insieme da dove partire.

Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe della sede di Rovereto:

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Gli altri disturbi

Revisione clinica del 21 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Alessia Armellini - Ordine degli Psicologi della Provincia Autonoma di Trento — n. 1567.

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